Attimi di sabbia

Attimi che se ne vanno
Prima ancora di averli davvero compresi
o semplicemente presi

Granelli di sabbia

. ..    .     .
. ..  .   .
.  .    .. .

Che non saranno mai miei
né del mare che li guarda
(crede)
ogni giorno

Svuoto la memoria
Per giustificare i vuoti che arrivano in automatico
Come da manuale
Quello che dovrei scrivere
E poi distribuire a chi dice di non capirmi o a chi ha la pretesa di conoscermi

Non so, no.
(io)
Forse riavvolgo il nastro della mia vita
Solo per guardarmi
“Replay it again, Sam”

Come se avessi il coraggio di vedere tutti i film
In cui ho solo fatto da comparsa
O scompar(Puff!)

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con i piedi

“Sei pronta?”
“Per cosa?”
“Per andare.”
“Andare dove?”
“Lontano.”
“Non posso.”
“Perché non puoi?”
“Perché so solo restare. Non so andare.”
“Hai provato a muoverti?”
“No. Non con i piedi.”
“E con cos’altro?”
“Con la testa.”
“E dove sei arrivata?”
“Non so. Credo lontano.”
“Allora sai muoverti!”
“No. Non con i piedi.”
“I primi passi si fanno sempre con la testa.”
“Io ne ho fatti molti di più.”
“Allora fanne ancora. Ma con i piedi.”
“No. Non posso.”
“Perché non puoi?”
“Non sono pronta.”
“Sì che lo sei! Cosa ti manca?”
“La spinta giusta.”
“Vuoi una mano?”
“No, grazie. Preferisco un piede.”

The Very Inspiring Blogger Award (dite a me? ma siete pazzi?)

Beh, davvero questa non me l’aspettavo.
Mi aspetto tante cose che non arrivano mai, ma in fondo le cose più belle sono sempre quelle che ti sorprendono, quando pensavi di non riuscire più a provare lo stupore di un bambino con un enorme scatola infiocchettata tra le mani e…
Sì, sì.
Mi sto dilungando (tanto per cambiare), ma tutto questo per ringraziare una persona speciale che ha nominato me (dico me!) tra tanti grandi bloggers.
Parlo di Lara (dice no), la più bella sfumatura di blu mai conosciuta. (http://laradiceno.wordpress.com/).

Le regole del premio sono

1. Ringraziare il/la blogger che vi ha nominato.
2. Elencare le regole e visualizzare il logo del premio.
3. Condividere 7 fatti su di voi.
4. Nominare 15 blogger e notificargli la nomination.

Ai primi due punti ho già messo un punto.
Passiamo al terzo:
Sette cose su di me.
Sette, dico.
Se te dico che ci devo pensare?
Forse no.
Ché se penso è peggio.

1. Come potete leggere, non sono di poche parole.
Ma se dico una cosa, sono di parola.
Insomma, amo giocare con le parole.
Mi diverto, proprio.
Le giro e rigiro in un girotondo infinito.
Chi mi conosce sa: ad ogni parola corrisponde una controparola uguale e contraria.

2. Sono dei gemelli. Sì, sono proprio dei gemelli quelli che mi abitano. Non so quanti, ma di certo gemelli. Il mio oroscopo ci ha preso, devo dire. Mai una volta che riesca ad andare d’accordo con me stessa. Davanti ad un bivio ci sto ore e poi, improvvisamente, senza una ragione (forse per pura follia), decido di intraprendere un terzo sentiero, quello che non avevo visto prima, quello che forse neanche esiste, ma quello che, alla fine, tocca proprio a me percorrere.
(per correre c’è tempo – cammino meglio).

3. E sì: sono pigra. Però ho anche sprazzi di iperattività che cerco di soffocare subito dopo aver capito a cosa mi stanno portando.

4. Leggo, leggo, leggo. Da poco meno di un mese ho tra le mani uno strumento bellissimo, il Kobo, un e-reader, e scarico di tutto, senza freni (tranne quelli imposti dalla mia carta di credito, che da CartaSì fa presto a divenire CartaNo e CartaadessobastacoSì).
Non sono ancora pronta ad abbandonare il cartaceo per il digitale, e forse non lo sarò mai. Mi innamoro ancora di copertine colorate (che devo sentire sotto le dita), delle pagine che profumano di nuovo, dei caratteri di stampa, del rumore della carta e tutto il resto. Ma grazie al mio e-reader ora posso portarmi ovunque un’intera libreria piena di libri di poesia, romanzi, saggi e assaggi.

5. Il mare. Chi mi segue da un po’ ha capito che il mare è parte di me.
Sono fatta così: sono fatta mare. Potrei vivere ovunque (e in effetti così ho fatto per alcuni periodi della mia vita), ma non potrei vivere senza pensare di ritornare un giorno al mio mare. Il bisogno di vederlo, tutti i giorni, è un bisogno dell’anima. Ho bisogno di conoscere il suo umore e sentire il suo rumore, per placare o assecondare le (a)mareggiate della mia vita.

6. E poi c’è la musica. Suono il piano dall’età di sei anni. E ascolto da sempre di tutto.
Classica, Pop, Jazz, Bossa… Ogni brano è colonna sonora di momenti importanti della mia vita. La mia playlist è in continuo aggiornamento. Al Jarreau cede il passo a Bill Evans che saluta suonando Sting che strizza l’occhio a James Taylor che dà il la a Sergio Caputo e tutti insieme – e tanti ancora – ogni giorno mi offrono un meraviglioso concerto privato, che io ascolto ora ballando ora piangendo ora cantando e “ora basta!” (scusate, i vicini).

7. Scrivere. Amo scrivere. E l’ho scoperto tardi. Tutta colpa di twitter, forse. Scrivere mi aiuta a capire, a studiare, ad affrontare stati d’animo con cui spesso sono in guerra. Ma è un modo per trovare anche la pace, con me stessa.

Ed ora i 15 bloggers che amo leggere:

1. Il blog di Walter Ego. Riflessioni di un ermetico, perché è sempre bene avere er metico in famiglia. (http://egowalter.wordpress.com/).
2. Il suo regno è twitter, ma nel blog “La Pompa del Cuore” Ziacoca si racconta – e ci incanta. (http://ziacoca.blogspot.it/)
3. Non le manda a dire. Io vi mando a leggerle, le parole de Laresadeitonti (http://laresadeitonti.wordpress.com/)
4. Sempre sul filo, in bilico tra l’esserci e il non esserci: il blog di Serafino Bandini. (http://erafilobandini.wordpress.com/)
5. Ti fanno a fette, le sue parole. E mi fanno affetto. Lei è Nonvedi. (http://17e17.wordpress.com/)
6. Un caleidoscopio di colori. Fumetti, FumAtti, racconti e molto ancora.(http://lybreria.altervista.org/Lybreria/)
7. Aforismi per tutti i gusti. Venghino, siori, venghino. Il blog di Fabrizio Caramagna. (http://aforisticamente.com/)
8. Ogni volta che lo leggo mi emoziono. Provate, per credermi. Stevens ed il suo blog.(http://butlerstevens.wordpress.com/)
9. Pastelli magici descrivono mondi che conosciamo bene: il blog di Marco Guzzini. (http://marcoguzzini.wordpress.com/)
10. La coach che tutti vorremmo avere come angelo custode. Lei è Paola Fantini. (http://storiedicoaching.com/)
11. Pensieri ad alta voce di un italiano a Londra. DayOffLondra. (http://dayofflondra.wordpress.com/)
12. Curi e il suo limite di dodici righe. Io ci riuscirei? No. Lui può.(http://dodicirighe.wordpress.com/)
13. Blog di poesia, con monografie di autori conosciuti e non. (http://internopoesia.wordpress.com/)
14. Mi faccio film, ma guardo anche quelli degli altri. L’Occhio del Cineasta offre ottimi consigli. (http://occhiodelcineasta.wordpress.com/)
15. Recente e bella scoperta. Emozioni in versi di Michela.(http://emozioversando.wordpress.com/)

Ora a leggere, su!

Mi faccio un dramma

E lo so che sono strana.
Ora rido.
Poi piango.
Rido di nuovo.
Dovrei farla finita ma la faccio infinita.
C’è che vivo di emozioni forti.
Azioni sempre in rialzo o in ribasso.
Dovrei andare in una Spa, per recuperare la forza delle mie azioni.
Ma tanto non servirebbe a niente.
Una volta fuori mi ritroverei dentro di nuovo.
Come se ne esce?
Non c’è via d’uscita.
Eppure continuo a gridare: “Fuori!”
Ma nessuno risponde a quel nome.
Eh, l’importanza di chiamarsi Fuori.
Dovrei farci un film dei miei.
Roba da Oscar.
Wilde.

[Ok. Esco. Di scena.]

Dottore, Avvocato, Conte, Marchese, Duca, … <—– [titoli di coda]

Girini di parole

Scrivo?
Non scrivo?
Eppure ho voglia di scrivere.
Ma non ora.
Non posso.
Non ho tempo.
Da perdere.
Dietro alle mie paturnie.
Magari mi metto davanti.
E aspetto che passino.
Eh.
Passata una, ne arriva sempre un’altra.
E mille parole pronte pronte lì a cadere, una dietro l’altra.
Parole effetto domino.
Domino parole ad effetto.
O almeno così credo.
Parole che danno voce ai miei pensieri.
Pensieri.
Pensoggi.
Penso pure domani.

[pensieri in movimento.
Molly Bloom mi fa un baffo.
Io e i miei girini di parole.
Sì, girini.
Rane in divenire.
Parole salterine – ma non saltuarie.]

Riflessioni sulle riflessioni in una giornata marrone

Rileggo sempre ciò che scrivo.
E lo faccio più e più volte.
Perché dentro ci sono io.
Ho bisogno di leggere ciò che una parte di me ha scritto.

E’ come se mi osservassi da lontano.
Io che da lontano non ci vedo.
Eppure è un lontano che mi avvicina al “core”, al nucleo – direbbero gli inglesi.
“Allu core”, al cuore, direbbero i salentini.

Io sono lì, in mezzo ad un’accozzaglia di parole senza senso, forse.
Di certo sono parole che scrivo con il con-senso di una parte di me.
Quella che grida, sottovoce.
Quella che vorrebbe graffiare, senza unghie.
Quella che vorrebbe tutto, ma non vede niente.

E poi penso anche a questo giorno senza scrivere.
E allo scrivere, ora, per la necessità di esprimere.
E capisco che scrivere è frutto di emozioni forti.

Desiderio.
Rabbia.
Paturnie.
Amore.

Cose che parlano di me.
Cose che parlano per me.

Vabbè.

Riflessioni in una giornata marrone

Voglio scappare da tutto e da tutti.
Ma prima di tutto voglio scappare da me.

E non voglio fare più niente.

Non voglio scrivere, ché non ne sono capace.
Non voglio parlare, ché non ne sono capace.
Non voglio pensare, ché non ne sono capace.

E non mi sto piangendo addosso, ché non ho più lacrime.

Sono arrabbiata col mondo e con me, che di questo mondo non mi sento parte.

E vorrrei urlare, ma non ho più voce.

Mi sento vuota.
Vacante.
Una vacante che ha bisogno di una vacanza.
In giro da qualche parte.
Vagante.

In fondo di me ho sempre detto di essere una femmina vagante.
Ultimamente più mina.
Avrei tanto voluto trasformare quella carica esplosiva che è in me in una matita, capace di (de)scrivere sogni, speranze, desideri inespressi.

E invece no.

Sto scoppiando.
Forse è già accaduto.
Vedo pezzi di me ovunque.
E non so raccoglierli.
Non so aiutarmi.

Perché so bene che l’unica persona in grado di salvarmi è dentro di me.
Ma non la trovo.
Non mi trovo.
E se mi trovo, mi trovo male.

E faccio male a chi mi è vicino.

Mi dispiace di tutto.
Mi dispiace di me.

Sono una donna complicata.
E complicante.