2017, ti stiamo aspettando.

Il nuovo anno è alle porte
e quello vecchio fa di tutto per intralciargli l’ingresso
eppure
dovrebbe essere felice di andar via
ché non ci ha amato poi tanto, no?
tra guerre, morte di gente famosa e gente comune (‘a livella, Toto’ caro),
attentati nel nome di un Io più grande del dio invocato,
terremoti, alluvioni e disastri di ogni genere
beh, non si può proprio dire che quest’anno ci abbia tanto amati,
forse armati,
armati di pazienza o rassegnazione o.
Ecco, io mi aggrappo a quell’o,
che è pur sempre l’inizio di un timido ottimismo
per il nuovo anno
quello che verrà (diceva Dalla)
quello che verrà domani (è un altro giorno, diceva Miss O’Hara)
quello, proprio quello che tutti stiamo aspettando
più di Godot (che ha chiamato per dire che farà tardi pure stavolta).
Ma il nuovo anno lo vogliamo tutti
e lo vogliamo diverso.
E già lo amiamo un po’, vero?
Allora auguri,
di buon anno
e di buon a noi.

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Sono una bastafeste

Tutti a pensare alle vacanze.
Alle ferie.
Alle feste.
Io, invece, no.
Ma anche sì.
Cioè, non so.
La festa mi infesta.
E mi annoia.
Io penso molto di più quando ho meno tempo.
Per me e per gli altri.
Se mi sto stretta, cerco di uscire.
E allora faccio,
penso,
dico,
amo,
vivo.

Ma se c’è troppo spazio (e tempo) mi muovo male.
O non mi muovo affatto.
Sono pigrissima anche quando penso.
E chi mi accidia a me?

Quindi: basta feste!
Torniamo tutti a lavoro.
Sì, ora starete pensando: “E tornaci tu!”
Va bene, ok.
Chiedo aiuto ai miei amici a quattro zampe.
Organizzo una pet-izione.
E poi vedrete.
Lascerò un segno.
Un’impronta.
Forse più di una.
(i miei amici animali mi hanno lasciato un ricordo. Io l’ho pestato. Ecco)

Beh, basta
Ritorno in me.
Così mi sto stretta.
E cerco di evadere.

(lo so: ho una strana evasione della vita, io)