Sbagliando si muore

“Oggi mi sento particolarmente ispirata.” disse la poveretta prima di spirare.

Eh, aveva da sempre un sogno, lei.
Studiare.
Sì.
Quella cosa che si fa sui libri, a scuola.
E invece niente.
I suoi le volevano un gran bene e per questo avevano tentato in tutti i modi di tenerla lontana dalle “insidie della vita”.
Prima fra tutte la cultura.
Era una parola, quella, che nascondeva troppi metasignificati.
“Cul” e “tura”.
Mh.
“Molto meglio darsi alla coltura, degli ortaggi”, pensavano.
La loro figlia doveva essere, sì, una cima.
Una cima di rapa, per la precisione.
E c’erano riusciti benissimo.

La poveretta morì così, con tutta l’ignoranza a carico.
Senza capire la differenza tra l’essere ispirati e l’essere spirati.

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