E’ finito il 2015 (salvo complicazioni)

Di questo 2015 io

salvo le emozioni, quelle forti, che mi hanno scossa, nel bene e nel male;
salvo i sorrisi, quelli incontrati per caso, ma tanto tanto sentiti;
salvo le mani, piccole e grandi, che mi hanno accarezzata nei momenti di difficoltà;
salvo le mie paturnie, compagne di un viaggio iniziato anni fa;
salvo il mio piano, che con note dolcissime, a volte dolenti, mi ha saputo consolare;
salvo il mio libro sul comodino, porta d’accesso per un mondo parallelo;
salvo le lacrime, di gioia e di dolore, che come acqua hanno innaffiato il mio cuore;
salvo le fusa del gatto che già c’era e di quello che è arrivato qualche mese fa;
salvo il mio disordine, che mi ha fatto ritrovare quello che credevo perduto;
salvo le canzoni, quelle che mi hanno fatto ballare davanti allo specchio come una ragazzina;
salvo me, quella che ho odiato e poi amato e poi odiato di nuovo, in un loop senza fine.
Salvo complicazioni.
Le mie.

Annunci

con i piedi

“Sei pronta?”
“Per cosa?”
“Per andare.”
“Andare dove?”
“Lontano.”
“Non posso.”
“Perché non puoi?”
“Perché so solo restare. Non so andare.”
“Hai provato a muoverti?”
“No. Non con i piedi.”
“E con cos’altro?”
“Con la testa.”
“E dove sei arrivata?”
“Non so. Credo lontano.”
“Allora sai muoverti!”
“No. Non con i piedi.”
“I primi passi si fanno sempre con la testa.”
“Io ne ho fatti molti di più.”
“Allora fanne ancora. Ma con i piedi.”
“No. Non posso.”
“Perché non puoi?”
“Non sono pronta.”
“Sì che lo sei! Cosa ti manca?”
“La spinta giusta.”
“Vuoi una mano?”
“No, grazie. Preferisco un piede.”